3 motivi per iscriverti a un laboratorio di scrittura autobiografica

La scrittura autobiografica è uno strumento molto potente per aumentare la consapevolezza su di sé, allenare lo sguardo e l’ascolto alle proprie emozioni e ai propri pensieri, per scaricare le angosce e trovare un nuovo punto di vista.

Non serve avere particolari competenze letterarie: serve solo avere uno spazio, fisico e mentale, per potersi concentrare e mettere per iscritto ciò che ci viene in mente.

Trasformare l’esperienza della scrittura autobiografica in un percorso collettivo, guidato e supportato da una psicoterapeuta, aumenta le potenzialità di questo strumento.

1.   Rispecchiamento

A ogni incontro viene assegnata una traccia (di solito inerente a un tema scelto per quel particolare ciclo): durante le due settimane che precedono l’incontro successivo, ogni partecipante articolerà quella traccia in un suo personalissimo prodotto. Durante l’incontro successivo, si potrà quindi leggere e condividere con le altre partecipanti quanto scritto, e ne scaturisce un a discussione, basata non sulle caratteristiche formali, ma su ciò che, in quel brano, ha mosso nelle altre partecipanti. Trovare i punti di collegamento nell’esperienza femminile serve in primo luogo a farci sentire meno sole: quando le esperienze negative sono vissute anche da altre, riscopriamo quella possibilità di universalizzare la nostra esperienza, e diventiamo un collettivo consapevole.
In secondo luogo, l’emergere di immagini, parole, simbolici simili ai nostri, in un’altra donna, con una storia diversa, ci permette di cambiare prospettiva, di risignificare azioni e scelte, e poter quindi scegliere strategie diverse.

2.   Costanza

Come tutte le cose, la scrittura migliora attraverso la pratica. Avere un appuntamento, seppur quindicinale, ci mette nella condizione di “costringerci” a trovare quello spazio, e quel tempo, per scrivere. Per chi usa già la scrittura come strumento di ricerca personale, l’appuntamento diviene un modo per scrivere su un tessuto comune, e mettere in condivisione ciò che viene prodotto in solitudine; chi, invece, abitualmente non scrive, può acquisire uno strumento molto potente per arrivare a sé stessa, aumentare l’ascolto e la consapevolezza sui propri vissuti, sulle proprie emozioni e sulle proprie scelte.

  3. Profondità

Le tracce proposte nel percorso sono create per far affiorare, attraverso l’uso del simbolico, i nostri contenuti più profondi. Non si tratta di descrivere momenti della nostra vita in una forma narrativa e chiara al lettore, ma di farsi agganciare dalle immagini proposte per far uscire quelle parole che non avrebbero trovato spazio. La discussione in gruppo aumenta la profondità di questa ricerca, potenziandone gli effetti, e rendendoci, a ogni incontro, più abili nello scandagliare le nostre grotte emotive e simboliche, per trovare quei diamanti che non sapevamo di conservare.

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Emanuela De Bellis

Psicologa Psicoterapeuta

Sezione A dell'Albo dal 14/12/2009 con il n. 17439
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